Il lavoro in Inghilterra, dopo Brexit.

Articolo ispirato dal ottimo sito per la ricerca del lavoro TiConsiglio.Com

Il risultato del recente Referendum inglese non è importante solo per le conseguenze pratiche, che al momento non sono ancora chiare. È importante in quanto ha esposto i veri sentimenti di tutti gli inglesi: quelli che non apprezzavano l’Europa e quelli che invece la volevano e adesso sono profondamente delusi.

I cittadini del Regno Unito, un tempo conosciuti per la loro ritrosia a mostrare i propri sentimenti e per la volontà di essere sempre corretti, stanno cambiando: non è facile vederlo da fuori, e loro stessi spesso non si rendono conto di star applicando un lieve favoritismo verso i propri connazionali.

Volendo lavorare nell’Inghilterra che non sia Londra, un pianeta a parte, eccovi qualche consiglio per assicurarvi le stesse possibilità degli inglesi.

  • Dimostrate di conoscere la matematicaConoscere l’italiano o altre lingue non costituirà quasi mai un vantaggio, purtroppo.
    Il lavoro più basilare e desiderato (ad esempio, un lavoro amministrativo in ufficio) richiederà senza dubbio un inglese più che sufficiente a capire e a farsi capire (anche se non avete a che fare con il pubblico), e un
    GCSE di matematica.
    Il GCSE è un
    diploma che gli inglesi ottengono a 16 anni. Alcuni di loro poi continueranno gli studi per ottenere degli “A” Levels per delle materie a scelta, mentre altri lasceranno la scuola.

    Se avete conseguito la maturità e questa includeva prove di matematica, il livello è sicuramente adeguato. Molti datori di lavoro accetteranno il vostro titolo di maturità, purché sia tradotto nella sua interezza e descritto in ogni sua parte da un traduttore professionista. Qualcuno, però, scarterà la vostra domanda se non specificherete che avete un certificato che ne dichiari l’equipollenza. A tal proposito, il sito Europa.eu consiglia l’ente Enic-Naric.

    Se invece volete un GCSE di Matematica per facilitarvi la vita, potete farlo online al costo di 285 sterline (rateizzabili), su ICSLearn. Per lavorare in un settore specifico nel quale siate già qualificati (ad esempio, architettura), assicuratevi di avere le equipollenze giuste prima di cercare lavoro.

  • Leggete per filo e per segno la descrizione del lavoro e le qualifiche richieste. – Gli inglesi amano molto le caselle e quando guardano la domanda di un candidato devono prima poterle spuntare tutte, dopodiché leggeranno l’effettivo contenuto. Un modo molto semplice per sfoltire il grande numero di curriculum che ricevono è controllare che la lettera di presentazione includa tutto ciò che loro hanno richiesto nella descrizione del lavoro. Se così non fosse, il vostro curriculum finirà in fondo al mucchio. Riducete le informazioni ridondanti il più possibile (simpatia, cultura, intraprendenza, esperienza di vita), e mantenetevi precisi e attinenti al punto.

  • Procuratevi un passaporto o, al più presto, richiedete la patente inglese Costa 43 sterline, ma non ve ne pentirete. Basta richiederla scaricando il modulo D1 dalla DVLA, la Motorizzazione Civile inglese. Questo nonostante la Carta d’Identità sia riconosciuta come documento valido per tutti i paesi della Comunità Europea, e voi possiate guidare tranquillamente con la vostra patente europea Italiana. Una quantità enorme di uffici (banche anche grandi come la Barclays, il medico generico dove vi registrerete, eccetera) fanno davvero fatica con la Carta d’Identità. In più, la patente funziona come prova di residenza e identità in moltissimi casi.

Per il resto, seguite i soliti consigli. Cercate su siti aggregatori di offerte di lavoro come Indeed.co.uk, o Reed.co.uk, oppure sui giornali locali della zona in cui state. Ma i luoghi migliori da cui partire per un lavoro “vero” sono GOV.UK, sito factotum ufficiale del Governo Inglese, e i siti istituzionali regionali e comunali della zona dove vivete. Per il Derbyshire dove risiedo io attualmente, andrei qui. Volendo lavorare all’Università di Cambridge, ad esempio, andrei direttamente sul loro sito. Per lavori nella sanità, andate direttamente sul sito del NHS (National Health Service).

Per qualsiasi azienda specifica, andate sempre a vedere il loro sito prima di qualsiasi aggregatore, dai grandi negozi e supermercati alle aziende di videogiochi. Tenete presente che i negozi rinomati per la propria inglesità (vedi Marks and Spencers, o la Royal Mail) difficilmente assumeranno stranieri, soprattutto nei paesi più piccoli, checché ne dicano sul loro sito. Invece, puntate alle aziende, più grosse sono e meglio è.

Una volta trovato lavoro, in Inghilterra è facile mantenersi felici. I colleghi sono quasi sempre d’aiuto e simpatici, le politiche lavorative tendenzialmente eque, vige molto il dialogo e non è tollerato l’abuso di potere, l’alzare la voce e la mancanza di rispetto. Gli inglesi che non ci vogliono magari borbotteranno un po’ in privato, ma quelli che ci volevano saranno ancora più entusiasti e accoglienti di prima.

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